Runner's High

Opening 15 June


From Tuesday 15 June Andrej Dubravsky returns to Italy with a new solo exhibition at Richter Fine Art. This year the Slovak artist, born in 1987, presents a new series of paintings entitled Runner's High. According to an article in Scientific American magazine, the "Runner's High effect involves:" a feeling of euphoria combined with reduced anxiety and a reduced ability to feel pain (…) after a long period of aerobic exercise. come "runner's high". "

Inspired by this effect, the painter presents new large-scale paintings depicting young men running in groups. Dubravsky deals with themes that are dear to him and very current such as climate change, intensive agriculture, global industry, politics. Dubravsky's painting, apparently playful and formally conventional, explores much darker themes including intergenerational relationships, elements of submission, complicity, porn; and delicate ones, such as homosexuality and self-gratification.

Through his paintings he challenges the ideals of nature, sexuality, gender and power. Where are these men or boys running from? Are they just young men enjoying sports or are they models engaging in adult gay movie scenes that let the viewer look at and first of all admire their bodies? It is not known. Sometimes you see the logo of a well-known sports brand on their clothes, other times you see a fitness watch on their wrists that tracks paths and body parameters. Can you run even without a fitness watch and high-tech sneakers nowadays? On the other hand, running is a metaphor for Andrej Dubravsky.

The artist asks us and wonders if the current state of the world is not just some kind of "runner's high" where people just have to run faster, work faster and harder and shop fast, eat fast and change sexual partners, sex and adventures faster - just to reduce anxiety and lower the ability to feel pain.

The pandemic shows us how vulnerable our souls are when we are forced to slow down our usual runs. Many of us have experienced a "profound discomfort" of something we still call "normal life”.

Dubravsky usually spends most of his time in his home in the Slovak countryside and on long or short trips around the world, just like most professional artists in the 21st century. For obvious reasons, in the last 15 months he has had to stop in one place and spend the pandemic and his first winter period in his country house in solitude, where he also produces his monthly Fanzine ANDREJ, shipped all over the world, and a series of small paintings on “recycled” canvases. All 12 issues of ANDREJ magazine are exhibited in the Runner's High exhibition. ANDREJ magazine is Dubravsky's diary and platform in which the artist talks about his private life, his work, painting, nature and the environment that surrounds him. Dubravsky calls these series of small canvases "paintings for the nursery". The shameless beauty of these small insect paintings and the intentional sweetness create a strong contrast not only with the runners' paintings, but above all with the environmental crisis our planet is going through.


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Da martedì 15 giugno Andrej Dubravsky torna in Italia con una nuova mostra personale alla Richter Fine Art. Quast’anno l’artista slovacco, classe ’87, presenta una nuova serie di grandi dipinti dal titolo Runner’s High. Secondo un articolo della rivista Scientific American l’effetto "Runner's High comporta: “una sensazione di euforia unita a una ridotta ansia e una ridotta capacità di provare dolore (…) dopo un lungo periodo di esercizio aerobico. Alcune persone sperimentano ciò che è noto come “sballo del corridore”.”

Ispirato da questo effetto il pittore presenta nuovi dipinti di grandi dimensioni che ritraggono giovani uomini che corrono in gruppo. Dubravsky tratta temi a lui cari e molto attuali come il cambiamento climatico, l’agricoltura intensiva, l’industria globale, la politica. La pittura di Dubravsky, all’apparenza giocosa e formalmente convenzionale, esplora temi molto più scuri tra cui relazioni intergenerazionali, elementi di sottomissione, complicità, porno; e delicati, come l’omosessualità e l’auto-gratificazione.

Attraverso i suoi dipinti sfida gli ideali di natura, sessualità, genere e potere. Da dove scappano questi uomini o ragazzi? Sono solo giovani uomini che si godono l'attività sportiva o sono modelli impegnati in scene di film gay per adulti che lasciano lo spettatore guardare e prima di tutto ammirare i loro corpi? Non è dato sapere. A volte si scorge il logo di un noto brand sportivo sui loro vestiti, altre volte si vede un orologio fitness sui loro polsi che traccia percorsi e parametri corporei. Si può correre anche senza un orologio fitness e scarpe da ginnastica high-tech oggigiorno? D'altra parte, per Andrej Dubravsky la corsa è una metafora. L’artista ci chiede e si chiede se lo stato attuale del mondo non sia solo una sorta di "runner's high" in cui le persone devono solo correre più veloci, lavorare più velocemente e più duramente e fare acquisti velocemente, mangiare velocemente e cambiare i partner sessuali, il sesso e le avventure più velocemente - solo per ridurre l'ansia e abbassare la capacità di provare dolore.

La pandemia ci mostra quanto siano vulnerabili le nostre anime quando siamo costretti a rallentare le nostre solite corse. Molti di noi hanno sperimentato un "profondo disagio" di qualcosa che chiamiamo ancora "vita normale”.


Dubravsky di solito trascorre la maggior parte del suo tempo nella sua casa nella campagna della Slovacchia e in viaggi, più o meno lunghi in giro per il mondo, proprio come la maggior parte degli artisti professionisti nel XXI secolo. Per ovvie ragioni, negli ultimi 15 mesi si è dovuto fermare in un posto e trascorrere la pandemia e il suo primo periodo invernale nella sua casa di campagna in solitudine, dove produce anche la sua Fanzine mensile ANDREJ, spedita in tutto il mondo, e una serie di piccoli dipinti su tele “riciclate”. Tutti i 12 numeri della rivista ANDREJ sono esposti nella mostra Runner’s High. La rivista ANDREJ è il diario e la piattaforma di Dubravsky in cui l’artista racconta della sua vita privata, del suo lavoro, della pittura, della natura e dell'ambiente che lo circonda.

Dubravsky chiama queste serie di piccole tele "dipinti per la stanza dei bambini". La bellezza spudorata di questi piccoli dipinti di insetti e la dolcezza intenzionata creano un forte contrasto non solo con i dipinti dei corridori, ma soprattutto con la crisi ambientale che sta attraversando il nostro pianeta.